Con l’arrivo delle prime ondate di calore già dalla fine di maggio 2026, il tema del microclima e della gestione del rischio caldo nei luoghi di lavoro torna al centro dell’attenzione per aziende, cantieri e attività produttive.
Temperature elevate, esposizione prolungata al sole, ambienti poco ventilati e attività fisicamente impegnative possono infatti determinare condizioni di stress termico con conseguenze rilevanti sulla salute e sicurezza dei lavoratori.
L’emergenza climatica degli ultimi anni sta rendendo sempre più frequenti episodi di caldo intenso anche nei mesi primaverili, aumentando il rischio soprattutto nei settori outdoor, nei capannoni industriali, nei magazzini, nelle attività logistiche e negli ambienti severi caldi.
Dal 25 maggio 2026 il Ministero della Salute ha riattivato il Piano nazionale di previsione e prevenzione degli effetti del caldo sulla salute, con la pubblicazione giornaliera dei bollettini sulle ondate di calore validi fino al 20 settembre 2026.
I bollettini, elaborati dal Dipartimento di Epidemiologia SSR Regione Lazio, indicano 4 livelli di rischio:
Il sistema monitora quotidianamente 27 città italiane, tra cui Verona, Milano, Venezia, Bologna, Roma, Torino e Napoli, fornendo indicazioni utili per la prevenzione e la gestione del rischio caldo.
Parallelamente, resta attivo anche il Sistema di Sorveglianza della Mortalità Giornaliera (SiSMG) e il monitoraggio degli accessi ai Pronto Soccorso, strumenti fondamentali per individuare tempestivamente situazioni di emergenza sanitaria legate agli eventi climatici estremi.
Il rischio microclimatico rientra tra gli obblighi di valutazione previsti dall’art. 28 del D.Lgs. 81/08.
Il datore di lavoro ha infatti l’obbligo di valutare tutti i rischi presenti negli ambienti di lavoro, compresi quelli derivanti da esposizione a temperature elevate, integrando le relative misure nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
Negli ultimi anni il tema è stato ulteriormente rafforzato da:
L’esposizione prolungata ad ambienti severi caldi può compromettere la capacità di termoregolazione dell’organismo, causando:
In alcuni casi, il caldo può aggravare patologie preesistenti o determinare situazioni di emergenza sanitaria.
I lavoratori maggiormente esposti sono quelli impiegati:
Per ridurre il rischio caldo è fondamentale adottare misure organizzative, tecniche e comportamentali adeguate.
Tra le principali misure preventive:
È inoltre importante sensibilizzare i lavoratori a:
La valutazione del microclima rappresenta uno strumento essenziale per individuare criticità e definire misure di prevenzione efficaci.
Le attività di analisi possono includere:
Una corretta gestione del rischio caldo consente non solo di tutelare la salute dei lavoratori, ma anche di ridurre il rischio di infortuni, migliorare il comfort operativo e garantire la continuità delle attività aziendali.
SIV SpA supporta aziende, enti e cantieri nella gestione del rischio microclima attraverso:
Il caldo non rappresenta soltanto un disagio ambientale, ma un vero e proprio rischio professionale che richiede prevenzione, organizzazione e monitoraggio continuo.
L’aumento delle temperature registrato già nelle prime settimane dell’estate 2026 conferma l’importanza di adottare un approccio strutturato alla gestione del rischio microclimatico, a tutela della salute dei lavoratori e della continuità operativa delle aziende.
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