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CBAM 2026: cosa cambia per le imprese

CBAM 2026: cosa cambia per le imprese

Il CBAM (Carbon Border Adjustment Mechanism) è entrato nella fase definitiva, passando da semplice obbligo di rendicontazione a nuovo strumento di compliance per le imprese che importano nell’Unione Europea beni ad alta intensità di carbonio.

Per molte aziende italiane non si tratta solo di un tema ambientale, ma di una novità che coinvolge acquisti, supply chain, amministrazione, sostenibilità e organizzazione interna.


Cos’è il CBAM

Il CBAM è una nuova regola introdotta dall’Unione Europea per rendere più equilibrata la concorrenza tra aziende europee e aziende che producono fuori dall’Europa.

In pratica, alcuni prodotti importati da Paesi extra UE dovranno rispettare criteri ambientali simili a quelli richiesti alle imprese europee.

L’obiettivo è premiare produzioni più sostenibili, ridurre l’impatto ambientale e garantire regole uguali per tutti.


Quali settori sono coinvolti

Ad aprile 2026 il regolamento interessa principalmente alcune categorie di prodotti:

  • ferro e acciaio
  • alluminio
  • cemento
  • fertilizzanti
  • idrogeno
  • energia elettrica (con regole specifiche)

Anche le aziende che non importano direttamente possono essere coinvolte come fornitori o partner di filiera.


Le novità operative nel 2026

Con l’avvio del regime definitivo aumentano gli obblighi per gli operatori economici.

Dichiarante autorizzato

Le imprese interessate devono operare secondo le procedure previste per gli importatori autorizzati CBAM.

Raccolta dati

Occorre raccogliere informazioni corrette sui prodotti acquistati e sul loro impatto ambientale.

Controllo documentale

I dati comunicati devono essere completi, coerenti e disponibili in caso di verifiche.

Impatto economico

Il sistema prevede costi collegati alle emissioni dichiarate dei prodotti importati.


Perché riguarda anche l’organizzazione aziendale

Il CBAM non è solo un adempimento tecnico: richiede processi interni chiari e responsabilità definite.

I principali rischi per le imprese sono:

  • dati incompleti
  • fornitori non preparati
  • ritardi operativi
  • costi non pianificati
  • errori documentali
  • mancanza di procedure interne

Per questo serve un approccio strutturato, simile a quello adottato nella gestione della sicurezza sul lavoro: controllo, prevenzione e aggiornamento continuo.


Come prepararsi

Le aziende possono partire da alcune azioni concrete:

  • verificare se i prodotti trattati rientrano nel CBAM
  • coinvolgere i fornitori nella raccolta dati
  • definire ruoli tra ufficio acquisti, amministrazione e direzione
  • formare il personale interno
  • monitorare i possibili impatti economici

Il supporto di SIV S.p.A.

In un contesto normativo sempre più complesso, SIV S.p.A. affianca le imprese nella gestione della compliance, nell’aggiornamento normativo e nell’organizzazione dei processi aziendali, integrando sicurezza, sostenibilità ed efficienza operativa.

ll CBAM 2026 rappresenta un cambiamento importante per chi opera nei mercati internazionali. Prepararsi in tempo significa ridurre rischi, contenere i costi e rafforzare la competitività aziendale.

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